Qual è la differenza tra TIR e VAN?
Il VAN (Valore Attuale Netto) è il valore in euro attualizzati che un progetto aggiunge al tasso di sconto specificato; il TIR è il tasso di sconto al quale il VAN sarebbe pari a zero. Il VAN richiede un'ipotesi sul costo del capitale e produce una risposta in euro che scala con la dimensione del progetto; il TIR è adimensionale e più facile da confrontare tra deal diversi, ma può essere fuorviante su progetti mutuamente esclusivi, di scala diversa o con flussi non convenzionali. Quando i due metodi danno classifiche discordanti, segui il VAN: è il criterio raccomandato dalla teoria della finanza aziendale e dai principi di valutazione professionale italiani.
Un TIR più alto è sempre migliore?
Non per ordinare i progetti. Il TIR ignora la scala, quindi un rendimento del 60% su 20.000 EUR produce meno valore assoluto di un rendimento del 22% su 5 milioni di EUR. Inoltre il TIR assume implicitamente che si possano reinvestire i flussi intermedi al TIR stesso, ipotesi raramente realistica in Italia per tassi a doppia cifra. Per progetti indipendenti "TIR più alto del tasso soglia" è un buon segnale accetta/rifiuta; per scelte tra progetti concorrenti usa il VAN (o il TIRM con un tasso di reinvestimento realistico).
Cos'è il TIRM (MIRR) e quando usarlo al posto del TIR?
Il TIR Modificato (TIRM o MIRR) calcola il tasso capitalizzando i flussi positivi in avanti a un tasso di reinvestimento esplicito (di norma il WACC) e scontando i flussi negativi a un tasso di finanziamento. Il risultato è un tasso unico e ben comportato anche quando il TIR standard ha soluzioni multiple o assume reinvestimenti irrealistici. Usa il TIRM per progetti con flussi non convenzionali, TIR molto alti che evidentemente non saranno disponibili come opportunità di reinvestimento, o quando serve un confronto omogeneo su orizzonti lunghi.
Come si confronta il TIR con il WACC aziendale?
Il WACC (Weighted Average Cost of Capital) è la media ponderata del costo del debito (al netto della deducibilità fiscale IRES) e del costo dell'equity. Per accettare un progetto in ottica di creazione di valore, il TIR deve superare il WACC della società più un premio per il rischio specifico del progetto. Per le società italiane quotate, il costo dell'equity è tipicamente calcolato con il CAPM usando il BTP decennale come risk-free e un premio di rischio Italia tra il 5% e il 7%; per le PMI non quotate si applicano in genere ulteriori premi per dimensione e illiquidità.
Come trattare IRES e IRAP nel calcolo del TIR?
I flussi di cassa per il calcolo del TIR devono essere al netto delle imposte, includendo l'IRES (24%) sul reddito imponibile e l'IRAP (3,9% base, fino al 4,82% per banche e assicurazioni o con maggiorazioni regionali). Ricordati che l'IRAP ha una base imponibile diversa, in particolare non deduce interessi passivi e parte del costo del lavoro. Inserisci i flussi al netto delle imposte e usa un tasso soglia coerente: in Italia si usa tipicamente il WACC after-tax.
Come si applica l'OIC 9 alla scelta del tasso di sconto?
L'OIC 9 (svalutazione delle immobilizzazioni) richiede di scontare i flussi finanziari attesi al tasso che rifletta le valutazioni correnti del mercato sul valore temporale del denaro e i rischi specifici dell'attività. Nel capital budgeting interno la stessa logica suggerisce di non usare un tasso unico aziendale per tutti i progetti, ma di calibrare il tasso soglia sulla classe di rischio del progetto, in linea anche con quanto la prassi valutativa OIV applica nelle perizie d'impresa.
Quando un progetto ha TIR multipli?
La regola dei segni di Cartesio dice che una serie di flussi con k cambi di segno può avere fino a k TIR reali positivi. Progetti con una sola uscita iniziale e flussi successivi solo positivi hanno al massimo un TIR. Progetti con capex di metà vita, oneri di smantellamento (frequenti nel settore energetico o estrattivo) o strutture di earn-out hanno spesso due cambi di segno e possono produrre due soluzioni TIR valide. In quei casi nessun TIR da solo racconta tutta la storia: passa al VAN al tuo costo del capitale, oppure usa il TIRM.
Il TIR può essere negativo?
Sì. Un TIR negativo significa che le entrate di cassa non coprono l'investimento iniziale nemmeno a un tasso di sconto pari a zero: il progetto perde euro in termini nominali. Il calcolatore può restituire tassi fino a circa -99%. Se vedi un TIR negativo, il progetto distrugge valore a qualunque costo del capitale positivo e va rifiutato, a meno di giustificazioni strategiche non finanziarie quantificabili separatamente (ad esempio obblighi normativi o investimenti ambientali imposti).
Il TIR coincide con il CAGR?
Solo nel caso speciale in cui ci siano esattamente due flussi di cassa: un'uscita al tempo 0 e un'entrata al tempo n. In quel caso TIR = CAGR = (Valore finale / Valore iniziale)^(1/n) - 1. Appena aggiungi flussi intermedi (cedole, dividendi, affitti), il TIR diverge dal CAGR perché pondera ogni flusso per il suo fattore di sconto. Il CAGR è la metrica giusta per una posizione buy-and-hold con una singola vendita; il TIR è la metrica corretta per qualsiasi serie di flussi intermedi.
Come si valuta il TIR di un BTP rispetto a un investimento azionario?
Il TIR di un BTP coincide con il suo rendimento netto a scadenza (YTM), una volta dedotta l'imposta sostitutiva agevolata del 12,5% su cedole e plusvalenze. Confrontarlo direttamente con il TIR atteso di un investimento azionario (tassato al 26%) è metodologicamente scorretto: i due strumenti hanno classe di rischio, liquidità e regime fiscale diversi. CONSOB raccomanda nelle sue comunicazioni di confrontare strumenti finanziari omogenei per profilo di rischio e di considerare il rendimento corretto per il rischio, non solo il tasso nominale.
Come solleva il calcolatore il problema dei TIR multipli?
Il calcolatore usa la bisezione partendo da un intervallo da -99% a +1000% e restituisce la prima radice trovata. Se la serie di flussi ha più di un cambio di segno (e quindi potenzialmente più TIR reali), il valore mostrato è solo una delle soluzioni matematicamente valide. In quei casi affianca sempre un calcolo del VAN al tuo costo del capitale: se il VAN è positivo accetta, altrimenti rifiuta. In alternativa calcola il TIRM, che è sempre unico per ipotesi costruttiva.
Quali fonti italiane consultare per scegliere il tasso soglia?
Per il risk-free di riferimento usa il rendimento dei BTP a 10 anni pubblicato da Banca d'Italia e dal MEF. Per il premio per il rischio Italia consulta i lavori di Damodaran (aggiornati ogni gennaio) e le linee guida OIV per le valutazioni d'azienda. Per i tassi di sconto in contesti di impairment, l'OIC 9 fornisce i principi applicativi; per le valutazioni dei fondi immobiliari e degli OICR consulta i regolamenti emanati da Banca d'Italia e CONSOB.