PMI italiana che richiede un mutuo immobiliare con covenant DSCR 1,25x
Una PMI manifatturiera del Nord Italia chiede a una banca commerciale un mutuo ipotecario decennale per acquistare il capannone in cui opera già in affitto. Il rendiconto finanziario (OIC 10) e il business plan mostrano un flusso di cassa operativo netto stabile (analogo al NOI: EBITDA meno imposte correnti, variazioni di capitale circolante e canoni residui) pari a 250.000 EUR all'anno. La rata annuale proposta è di 200.000 EUR fra quota capitale e interessi, con tasso fisso al 4,5% e ammortamento alla francese. La banca inserisce nel contratto un covenant finanziario DSCR minimo pari a 1,25x, da verificare ogni esercizio sul bilancio depositato.
RisultatoDSCR = 250.000 / 200.000 = 1,25
Il DSCR risultante è esattamente 1,25x: la PMI rispetta il covenant ma senza margine. In linea con le Disposizioni di trasparenza di Banca d'Italia, l'istituto inserisce in contratto una clausola di waiver e una soglia di cure period: uno scostamento sotto 1,20x per due esercizi consecutivi farebbe scattare la facoltà di revoca o di richiesta di garanzie integrative (per esempio una controgaranzia SACE o un'assistenza di un Confidi vigilato ex art. 106 TUB). L'azienda, per costruirsi un cuscinetto, valuta di allungare il piano di ammortamento a 12 anni — la rata annuale scenderebbe a circa 175.000 EUR e il DSCR salirebbe a 1,43x — oppure di ridurre il capitale finanziato apportando 200.000 EUR di mezzi propri.