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Calcolatore del Current Ratio

Calcola la capacita di un'azienda di pagare le obbligazioni a breve termine

Formula del Current Ratio

Current Ratio
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Quick Ratio
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Capitale Circolante
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Comprendere il Current Ratio

Il current ratio e un indice di liquidita che misura la capacita di un'azienda di pagare le obbligazioni a breve termine con scadenza entro un anno. Confronta le attivita correnti (liquidita, crediti, rimanenze) con le passivita correnti (debiti, debiti a breve termine, ratei passivi).

Un current ratio superiore a 1,0 indica che l'azienda ha piu attivita correnti che passivita, suggerendo che puo coprire i debiti a breve termine. Tuttavia, il rapporto 'ideale' varia per settore: il commercio al dettaglio puo funzionare bene a 1,2, mentre il manifatturiero potrebbe necessitare di 2,0+.

Questo rapporto e ampiamente utilizzato da creditori, investitori e analisti per valutare la solidita finanziaria. E una fotografia rapida della liquidita ma dovrebbe essere analizzato insieme ad altre metriche per un quadro completo.

Interpretazione del Current Ratio

🟢

Rapporto > 2,0

Forte liquidita. Potrebbe indicare attivita sottoutilizzate o rimanenze eccessive.

🟡

Rapporto 1,5 - 2,0

Liquidita sana. Buon equilibrio tra attivita e passivita.

🟠

Rapporto 1,0 - 1,5

Adeguato ma ristretto. Monitora il flusso di cassa attentamente.

🔴

Rapporto < 1,0

Preoccupazione sulla liquidita. Potrebbe avere difficolta a soddisfare le obbligazioni a breve termine.

Parametri di Riferimento per Settore

SettoreIntervallo TipicoNoteConsiderazioni
Commercio al Dettaglio1,0 - 1,5Rotazione rapida delle rimanenzeValori piu bassi accettabili
Manifatturiero1,5 - 2,5Ciclo di cassa piu lungoNecessari valori piu alti
Tecnologia2,0 - 3,0+Poche rimanenzeRicchi di liquidita
Servizi Pubblici0,8 - 1,2Ricavi stabiliRegolamentati
Sanita1,5 - 2,0Pesante sui creditiLa riscossione conta

Consigli per Usare il Current Ratio

📊

Confronta con il Settore

Confronta sempre con i concorrenti del settore. Un rapporto di 1,5 puo essere eccellente nel commercio al dettaglio ma debole nella tecnologia.

📈

Monitora le Tendenze

Segui il rapporto nel tempo. Una tendenza in calo puo segnalare problemi prima che il rapporto raggiunga livelli pericolosi.

🔍

Approfondisci

Rapporti elevati dovuti a rimanenze obsolete o crediti inesigibili non sono realmente liquidi.

⚖️

Usa Anche il Quick Ratio

Il quick ratio esclude le rimanenze, offrendo una misura di liquidita piu conservativa.

Domande Frequenti

Qual e un buon current ratio?

In generale, 1,5-2,0 e considerato sano per la maggior parte dei settori. Tuttavia, l'ideale varia significativamente per settore. Confronta con le medie di settore e la tendenza storica dell'azienda piuttosto che con un parametro universale.

Il current ratio puo essere troppo alto?

Si. Un rapporto molto alto (>3,0) puo indicare che l'azienda non sta utilizzando efficientemente le attivita: liquidita in eccesso ferma, rimanenze a lenta rotazione o cattiva gestione dei crediti. Potrebbe segnalare opportunita di investimento mancate.

Qual e la differenza tra current ratio e quick ratio?

Il quick ratio (acid-test ratio) esclude le rimanenze dalle attivita correnti. E piu conservativo perche le rimanenze possono essere difficili da liquidare rapidamente. Se un'azienda ha rimanenze elevate, il suo quick ratio sara molto piu basso del current ratio.

Come posso migliorare il mio current ratio?

Aumenta le attivita correnti (incassa i crediti piu velocemente, mantieni piu liquidita) o diminuisci le passivita correnti (estingui i debiti a breve termine, estendi i termini di pagamento). Anche convertire i debiti a breve in debiti a lungo termine aiuta.

Come usare questo calcolatore dell'indice di liquidità corrente

  1. Apri lo stato patrimoniale (schema OIC ex art. 2424 c.c.) del periodo che vuoi analizzare e individua i totali delle attività correnti (voci dell'attivo circolante con scadenza entro 12 mesi: rimanenze C.I, crediti C.II entro l'esercizio, attività finanziarie C.III, disponibilità liquide C.IV) e delle passività correnti (debiti D entro l'esercizio e ratei/risconti passivi).
  2. Inserisci le Attività Correnti (EUR) — disponibilità liquide, crediti commerciali entro 12 mesi, titoli a breve, rimanenze e risconti attivi sommati.
  3. Inserisci le Passività Correnti (EUR) — debiti verso fornitori, debiti verso banche a breve, quota corrente dei mutui, debiti tributari e previdenziali, ratei passivi.
  4. Opzionale: inserisci le Rimanenze (EUR) per ottenere anche il quick ratio, che esclude il magazzino e fornisce una misura più prudente della liquidità immediata.
  5. Clicca su Calcola il Rapporto per visualizzare current ratio, quick ratio, capitale circolante netto e una valutazione in linguaggio semplice della salute finanziaria a breve termine.

Esempi

PMI manifatturiera del Nord-Est in salute

Una PMI metalmeccanica veneta riporta nel bilancio al 31/12/2025 attività correnti per €1.250.000 e passività correnti per €500.000. Il CFO vuole un controllo rapido prima di rinnovare l'affidamento di castelletto SBF con la banca.

RisultatoCurrent ratio 2,50, quick ratio 1,75, capitale circolante netto €750.000. Valutazione: solida — l'azienda copre 2,5 volte le obbligazioni a breve anche senza vendere il magazzino.

Applichiamo Current Ratio=1.250.000500.000=2,50\text{Current Ratio} = \frac{1.250.000}{500.000} = 2,50. Per il quick ratio sottraiamo le rimanenze: (1.250.000375.000)/500.000=1,75(1.250.000 - 375.000) / 500.000 = 1,75. Entrambi rientrano nell'intervallo sano 1,5–2,5 tipico del manifatturiero italiano e superano agevolmente il covenant bancario minimo di 1,25 spesso richiesto da Intesa Sanpaolo e UniCredit per le linee a breve.

Esercizio commerciale sotto stress di cassa

Un piccolo negozio di abbigliamento a Milano ha €75.000 di attività correnti contro €100.000 di passività correnti all'avvio della stagione bassa. Il titolare deve decidere se dilazionare i fornitori o utilizzare il fido di conto corrente. Attenzione: con un rapporto sotto 1,0 e perdite reiterate scatta l'obbligo di valutazione degli indicatori della crisi ai sensi del Codice della crisi d'impresa (D.Lgs. 14/2019, art. 3).

RisultatoCurrent ratio 0,75, quick ratio 0,30, capitale circolante netto –€25.000. Valutazione: critica — le passività correnti superano le attività correnti di €25.000.

75.000/100.000=0,7575.000 / 100.000 = 0,75 — sotto 1,0, quindi l'attività non riesce a coprire le scadenze a breve con sole risorse correnti. Togliendo le rimanenze il quick ratio scende a 0,30: cassa, titoli e crediti coprono solo 30 centesimi per ogni euro di debito a breve. È il segnale classico per estendere i debiti commerciali, accelerare gli incassi tramite Ri.Ba., o attivare l'anticipo fatture prima di sforare il fido. In presenza di segnalazioni interne degli indicatori della crisi, valutare anche la composizione negoziata della crisi.

Attività stagionale al picco delle scorte

Un vivaio in Toscana al 31 marzo riporta €600.000 di attività correnti, di cui €420.000 sono piante e fiori in attesa della vendita primaverile. Le passività correnti ammontano a €250.000.

RisultatoCurrent ratio 2,40 (apparentemente sano), quick ratio 0,72 (molto più debole). Capitale circolante netto €350.000.

Il current ratio di 2,40 maschera il quadro reale. Togliendo le €420.000 di rimanenze non ancora vendute il quick ratio crolla a (600.000420.000)/250.000=0,72(600.000 - 420.000) / 250.000 = 0,72. Per un'attività stagionale che dipende dalla vendita del magazzino per generare cassa, questa divergenza tra current ratio e quick ratio è la metrica che conta davvero — gli istituti di credito e Cerved nella valutazione del rating si concentreranno sul quick ratio, non sul dato di facciata.

Come funziona

Il current ratio (indice di liquidità corrente o indice di disponibilità) si definisce come Current Ratio=Attivitaˋ CorrentiPassivitaˋ Correnti\text{Current Ratio} = \frac{\text{Attività Correnti}}{\text{Passività Correnti}}. Le attività correnti comprendono tutto ciò che si prevede ragionevolmente di convertire in cassa entro 12 mesi — disponibilità liquide, titoli, crediti commerciali entro l'esercizio (OIC 15), rimanenze (OIC 13) e risconti attivi. Le passività correnti includono i debiti in scadenza entro 12 mesi — debiti verso fornitori, ratei passivi, debiti verso banche a breve e quota corrente dei finanziamenti a medio-lungo termine (OIC 19).

Un rapporto superiore a 1,0 indica che l'azienda dispone di risorse a breve superiori alle obbligazioni a breve. L'intervallo sano comunemente citato di 1,5–3,0 è una regola empirica, non una norma. Cosa sia 'sano' dipende dal settore, dalla prevedibilità dei flussi di cassa e dalla reale liquidabilità delle attività. Le utility regolamentate possono operare a 0,8–1,2 grazie a ricavi stabili; le società tech italiane spesso si attestano su 2,0–3,0 perché detengono molta cassa e poco magazzino.

Il quick ratio (indice di liquidità immediata o acid-test) è (Attivitaˋ CorrentiRimanenze)/Passivitaˋ Correnti(\text{Attività Correnti} - \text{Rimanenze}) / \text{Passività Correnti}. Risponde a una domanda più severa: se non potessi vendere nemmeno un pezzo di magazzino domani, riusciresti comunque a pagare i fornitori e le banche? Per attività con rotazione lenta delle rimanenze o rischio di obsolescenza, il quick ratio è un indicatore di liquidità più affidabile del current ratio.

Il capitale circolante netto (working capital) è l'ammontare assoluto del cuscinetto: CCN=Attivitaˋ CorrentiPassivitaˋ Correnti\text{CCN} = \text{Attività Correnti} - \text{Passività Correnti}. Un rapporto di 1,5 su un piccolo bilancio (€150K vs €100K) implica €50K di cuscinetto; lo stesso rapporto su scala maggiore (€15M vs €10M) significa €5M. Due aziende con indici identici possono avere resilienza operativa molto diversa — un punto chiave nell'analisi del merito creditizio condotta dalle Centrali Rischi della Banca d'Italia.

Quando usare questo calcolatore

  • Verifiche pre-affidamento bancario e covenant. La maggior parte degli affidamenti bancari italiani prevede covenant di indice di liquidità minima (tipicamente 1,2–1,5). Calcola il rapporto ogni trimestre prima di consegnare il bilancio infrannuale alla banca affinché la violazione di un covenant non ti colga impreparato.
  • Valutazione del credito di clienti e fornitori. Prima di concedere dilazioni di pagamento a un nuovo cliente o di dipendere da un unico fornitore strategico, controlla il loro current ratio (visura camerale o bilancio depositato su Telemaco/Cerved). Un valore sotto 1,0 indica difficoltà a rispettare gli impegni se il loro cash flow si stringe.
  • Screening per investimenti. Usa il current ratio come primo filtro di liquidità quando confronti società quotate su Borsa Italiana nello stesso settore. Combinalo con quick ratio e indice di liquidità primaria per una vista stratificata della solvibilità a breve.
  • Monitoraggio degli indicatori della crisi d'impresa. Il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (D.Lgs. 14/2019) impone agli amministratori l'obbligo di istituire assetti organizzativi adeguati alla rilevazione tempestiva dello stato di crisi. Un indice di liquidità corrente in trend discendente è uno dei segnali da inserire nel sistema di allerta interna e nei flussi informativi all'organo di controllo.
  • Check di fine esercizio per la PMI. Calcola il rapporto al 31 dicembre per individuare problemi di capitale circolante prima del nuovo esercizio. Se il trend è in calo, è il momento di rivedere termini di pagamento, livelli di magazzino o struttura del debito a breve — eventualmente con consulenza di Confindustria territoriale o del proprio commercialista.
  • Confronto tra periodi della stessa azienda. Un singolo numero è una fotografia. Tracciare le variazioni trimestre su trimestre rivela se la liquidità sta migliorando o deteriorandosi — spesso è un indicatore anticipatore che precede di mesi i segnali sul conto economico, particolarmente utile in ottica di rating Cerved o di scoring bancario interno.

Errori comuni

  • ErroreConsiderare automaticamente positivo un current ratio elevato.
    SoluzioneUn rapporto superiore a 3,0 spesso segnala liquidità inattiva, rimanenze obsolete o crediti scaduti non incassati. Una liquidità elevata che non rende è un peso sul ROE e sul ROI. Indaga le cause prima di rallegrarti.
  • ErroreIgnorare la qualità delle attività correnti.
    Soluzione€1 di cassa non equivale a €1 di crediti scaduti da oltre 120 giorni o di rimanenze a lenta rotazione. Verifica sempre l'aging dei crediti (OIC 15, fondo svalutazione) e l'indice di rotazione del magazzino accanto al dato di facciata.
  • ErroreUsare i dati di fine anno per un'attività stagionale.
    SoluzioneVivai, balneari, attività agricole e dettagliante stagionale mostrano stati patrimoniali molto diversi tra picco e minimo. Calcola l'indice nello stesso punto del ciclo quando confronti periodi o concorrenti.
  • ErroreConfondere current ratio, quick ratio e indice di liquidità primaria.
    SoluzioneIl current ratio (indice di disponibilità) include tutto in scadenza entro 12 mesi. Il quick ratio (liquidità secondaria) esclude le rimanenze. L'indice di liquidità primaria conta solo cassa e disponibilità immediate. Ognuno risponde a una domanda diversa — dichiara sempre quale stai usando, soprattutto nelle relazioni di bilancio.
  • ErroreEstrarre i totali dal conto economico invece che dallo stato patrimoniale.
    SoluzioneAttività e passività correnti si trovano nello stato patrimoniale (art. 2424 c.c.). Ricavi e costi nel conto economico (art. 2425 c.c.). Usa sempre la fotografia patrimoniale alla data di chiusura del periodo che stai analizzando.

Domande frequenti

Qual è un buon indice di liquidità corrente per una PMI italiana?

In generale 1,5–2,0 è considerato sano per la maggior parte dei settori e in linea con i parametri utilizzati da Cerved e dalle Centrali Rischi della Banca d'Italia nell'attribuzione del rating. Tuttavia il valore 'ideale' varia molto per comparto: il commercio al dettaglio può operare bene a 1,2, mentre il manifatturiero necessita tipicamente di 1,8–2,5. Confronta sempre con le medie del settore (osservatori Cerved, Mediobanca, Centro Studi Confindustria) e con il trend storico dell'azienda piuttosto che con un parametro universale.

Il current ratio può essere troppo alto?

Sì. Un rapporto molto elevato (>3,0) può indicare un uso inefficiente delle attività: liquidità in eccesso ferma sui conti, rimanenze a lenta rotazione, o cattiva gestione dei crediti commerciali (crediti scaduti che andrebbero svalutati ex OIC 15). In ottica gestionale potrebbe segnalare opportunità di investimento mancate e un costo-opportunità per i soci. In fase di chiusura di bilancio, valutare se le poste correnti riflettono ancora la realtà economica o se richiedono rettifiche di valore.

Qual è la differenza tra current ratio e quick ratio?

Il quick ratio (indice di liquidità secondaria o acid-test) esclude le rimanenze (voce C.I dell'attivo, disciplinata dall'OIC 13) dalle attività correnti. È più prudente perché il magazzino può essere difficile da liquidare rapidamente al valore di bilancio. Se un'azienda ha rimanenze elevate — tipico del manifatturiero o del dettaglio stagionale — il quick ratio sarà molto più basso del current ratio, e quella differenza è dove spesso si nasconde la vera storia di liquidità che interessa banche e fornitori.

Come posso migliorare il mio current ratio?

Puoi aumentare le attività correnti (accelerare gli incassi tramite Ri.Ba., factoring pro-soluto, riduzione del DSO; mantenere maggiore cassa; ridurre le rimanenze tramite promozioni) oppure ridurre le passività correnti (estinguere debiti a breve, negoziare dilazioni con i fornitori, rifinanziare l'esposizione bancaria a breve in mutui a medio-lungo termine). Convertire l'esposizione a breve in finanziamenti a lungo è uno degli interventi meccanici più rapidi e tipicamente migliora anche il rating Cerved.

Dove trovo i numeri nel bilancio italiano?

Entrambi i valori si trovano nello stato patrimoniale redatto secondo lo schema dell'art. 2424 c.c. Le attività correnti corrispondono alla somma delle voci dell'attivo circolante (C) con scadenza entro l'esercizio: rimanenze (C.I), crediti entro 12 mesi (C.II), attività finanziarie non immobilizzate (C.III), disponibilità liquide (C.IV). Le passività correnti sono i debiti (D) con scadenza entro l'esercizio successivo più i ratei e risconti passivi (E). Per società di capitali il bilancio depositato è consultabile presso la Camera di Commercio tramite il portale Telemaco di InfoCamere.

Cosa succede se il mio current ratio è sotto 1,0?

Significa che le passività correnti superano le attività correnti — non puoi pagare tutte le obbligazioni in scadenza nei prossimi 12 mesi con sole risorse a breve. Non è automaticamente insolvenza (potresti avere flusso di cassa operativo o linee di credito non utilizzate), ma è un campanello d'allarme. Le banche lo trattano come red flag sui covenant e ai sensi del Codice della crisi d'impresa (D.Lgs. 14/2019, art. 3) gli amministratori hanno l'obbligo di attivare il sistema di allerta interna se in concomitanza emergono altri indicatori (DSCR < 1, debiti scaduti verso erario, INPS, fornitori).

Cosa prevede il Codice della crisi d'impresa sugli indicatori di liquidità?

Il D.Lgs. 14/2019 (Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, in vigore con le modifiche del D.Lgs. 83/2022) all'art. 3 obbliga l'imprenditore a istituire assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati alla rilevazione tempestiva della crisi. Gli indicatori di crisi tipici includono il DSCR a sei mesi inferiore a 1, ritardi reiterati nei pagamenti verso fornitori, banche, dipendenti, fisco e previdenza. Un current ratio in deterioramento è uno dei segnali da inserire nel monitoraggio interno e da segnalare all'organo di controllo (collegio sindacale o revisore).

Come incide il current ratio sul rating Cerved o sullo scoring bancario?

Cerved e gli istituti di credito italiani utilizzano modelli di rating che combinano indicatori di liquidità (current ratio, quick ratio, indice di liquidità primaria), redditività (ROE, ROI, EBITDA margin), struttura finanziaria (leverage, copertura oneri finanziari) e comportamentali (Centrale Rischi Banca d'Italia, sconfinamenti, ritardi). Un current ratio stabilmente sotto 1,2 abbassa lo scoring nella sezione liquidità e tipicamente peggiora di una o due classi di rating, con effetti diretti sul costo del credito e sull'ammontare degli affidamenti concedibili.

Quanto spesso devo calcolare questo indice?

Una volta per periodo contabile — mensilmente per il controllo di gestione attivo, trimestralmente per la reportistica al consiglio di amministrazione e all'organo di controllo, annualmente come minimo (in occasione del bilancio d'esercizio e della relazione sulla gestione ex art. 2428 c.c.). Il valore è significativo solo in relazione ai periodi precedenti e ai concorrenti di settore, quindi costruisci un trend multi-periodo invece di affidarti a una singola lettura.

Il current ratio include i debiti a medio-lungo termine?

No — solo la quota dei mutui e finanziamenti a medio-lungo termine in scadenza entro 12 mesi (la 'quota corrente' classificata in D.4 'debiti verso banche – entro l'esercizio' ai sensi dell'OIC 19) rientra nelle passività correnti. La quota residua oltre l'esercizio resta nelle passività non correnti ed è esclusa dal calcolo. Questa riclassificazione è fondamentale per non sottostimare la pressione finanziaria a breve termine.

Il current ratio è utile per società di servizi senza rimanenze?

Sì. Per uno studio professionale, una società di consulenza o un'agenzia di servizi, current ratio e quick ratio saranno praticamente coincidenti perché le rimanenze sono nulle o irrilevanti. L'indice cattura comunque il rapporto tra crediti professionali (spesso voce dominante e disciplinata dall'OIC 15), cassa e obbligazioni a breve (debiti verso fornitori, ritenute, IVA, contributi INPS) — esattamente ciò che conta per la liquidità di un'attività di servizi.

Perché due aziende con lo stesso current ratio possono avere liquidità diversa?

La composizione conta. €500.000 di attività correnti di una società potrebbero essere all'80% cassa; di un'altra potrebbero essere al 60% crediti scaduti oltre i 120 giorni che andrebbero parzialmente svalutati. Stesso indice, capacità di pagare molto diversa. Affianca sempre l'indice a un'analisi delle attività sottostanti, all'aging dei crediti e al ciclo di cassa (DSO + giorni di magazzino − DPO), come prescrivono le best practice di analisi di bilancio del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti.

Fonti

Metodologia

Questo calcolatore divide il totale delle attività correnti per il totale delle passività correnti per produrre il current ratio: Current Ratio=Attivitaˋ CorrentiPassivitaˋ Correnti\text{Current Ratio} = \frac{\text{Attività Correnti}}{\text{Passività Correnti}}. Le voci sono quelle riclassificate secondo lo schema di stato patrimoniale ex art. 2424 c.c., con la distinzione 'entro l'esercizio' / 'oltre l'esercizio' prevista per crediti, debiti e quote di finanziamenti (OIC 15, OIC 19). Quando vengono fornite le rimanenze, il calcolatore calcola anche il quick ratio come (Attivitaˋ CorrentiRimanenze)/Passivitaˋ Correnti(\text{Attività Correnti} - \text{Rimanenze}) / \text{Passività Correnti} (OIC 13 per la classificazione delle rimanenze) e il capitale circolante netto come differenza in euro tra i due totali. Le soglie di valutazione seguono le fasce di liquidità standard utilizzate da Cerved e dalla prassi bancaria italiana: sotto 1,0 critico, 1,0–1,5 adeguato, 1,5–2,0 sano, oltre 2,0 forte. L'indice è settore-relativo — interpreta i risultati rispetto ai benchmark dei concorrenti (osservatori Cerved, Mediobanca, Confindustria) piuttosto che a soglie universali, e affianca l'analisi al monitoraggio degli indicatori della crisi previsto dal D.Lgs. 14/2019.

Suggerimenti Pro

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