Qual è la differenza tra interesse semplice e interesse composto?
L'interesse semplice si calcola solo sul capitale iniziale, quindi l'importo in euro maturato in ogni periodo è costante: I = P × r × t. L'interesse composto si calcola invece sul capitale più tutti gli interessi già maturati e segue A = P(1 + r/n)^(nt). Su periodi brevi i due risultati sono vicini; su orizzonti lunghi il composto supera nettamente il semplice. Per questa seconda ipotesi usa il Calcolatore di Interesse Composto.
I BOT e i BTP italiani usano interesse semplice o composto?
I BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) sono titoli zero coupon emessi a sconto su base di interesse semplice: il rendimento è la differenza tra prezzo d'asta e valore di rimborso, annualizzata secondo la convenzione ACT/365 o ACT/360 indicata nel decreto di emissione. I BTP, invece, pagano cedole semestrali fisse a tasso semplice ma, se le cedole vengono reinvestite, il rendimento effettivo a scadenza (yield to maturity) comprende un effetto di capitalizzazione. Banca d'Italia e il MEF pubblicano per ogni asta il rendimento lordo medio ponderato calcolato a interesse semplice.
Come vengono tassati gli interessi su BOT, BTP e altri titoli di Stato?
Gli interessi su titoli di Stato italiani, titoli emessi da enti pubblici territoriali e bond sovrani «white list» sono soggetti a imposta sostitutiva del 12,5% (D.Lgs. 239/1996), invece del 26% che si applica alla generalità dei redditi di capitale. La stessa aliquota agevolata vale per i titoli di organismi internazionali come BEI, BIRS e Banca Mondiale. Lo prevede il regime fiscale di favore di cui beneficia il debito sovrano in Italia.
Conti correnti e conti deposito in Italia generano interesse semplice o composto?
Nella maggior parte dei casi gli interessi attivi su conti correnti e conti deposito sono calcolati come semplici e liquidati a scadenze prefissate (trimestrali o annuali). Tuttavia, la delibera CICR del 9 febbraio 2000 e la successiva delibera CICR 343/2016 prevedono che, su esplicita richiesta scritta del cliente, gli interessi maturati possano essere capitalizzati e dunque produrre a loro volta interessi. Per i conti deposito vincolati a 12 mesi con liquidazione a scadenza il risultato pratico è un interesse semplice.
Cos'è il divieto di anatocismo dell'art. 1283 del Codice Civile?
L'art. 1283 del Codice Civile vieta in linea generale che gli interessi scaduti producano a loro volta interessi (anatocismo), salvo che vi sia una domanda giudiziale o una convenzione posteriore alla loro scadenza e purché si tratti di interessi dovuti da almeno sei mesi. Nei rapporti bancari la materia è regolata in deroga dall'art. 120 del Testo Unico Bancario e dalle delibere CICR, che oggi consentono la capitalizzazione solo con pari periodicità per interessi attivi e passivi e previo consenso scritto del cliente.
Cosa stabilisce la delibera CICR 343/2016 sull'anatocismo bancario?
La delibera CICR del 3 agosto 2016 n. 343, attuativa dell'art. 120 del Testo Unico Bancario come modificato dalla legge 49/2016, conferma che nei rapporti di conto corrente, conto di pagamento e finanziamenti con piano di ammortamento gli interessi debitori maturati non possono produrre a loro volta interessi. Stabilisce inoltre che gli interessi attivi e passivi siano contabilizzati con uguale periodicità (almeno annuale) e che il cliente possa autorizzare in forma scritta l'addebito automatico degli interessi passivi sul conto, trasformandoli in capitale solo da quel momento.
Qual è la differenza tra TAN e TAEG e quando si usa l'interesse semplice?
Il TAN (Tasso Annuo Nominale) è il tasso di interesse semplice applicato sul capitale di un finanziamento: serve a calcolare gli interessi puri. Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) è invece un indicatore di costo complessivo che, secondo la disciplina del credito ai consumatori (artt. 121-126 del Testo Unico Bancario e regolamenti CICR di attuazione), include commissioni, spese di istruttoria, imposte e costi accessori obbligatori. Per legge il contratto deve riportare entrambi, e il TAEG è in genere superiore al TAN.
Cos'è il tasso soglia anti-usura e come viene calcolato in Italia?
La legge 108/1996 ha introdotto il concetto di tasso soglia: oltre tale soglia un finanziamento è considerato usurario. Il MEF pubblica trimestralmente, su istruttoria della Banca d'Italia, i TEGM (Tassi Effettivi Globali Medi) per categoria omogenea di operazioni; la soglia si ottiene applicando al TEGM un margine fissato dalla legge (oggi: TEGM aumentato di un quarto, più ulteriori 4 punti percentuali, con divario massimo di 8 punti). I tassi soglia coprono interessi e oneri assimilati, e si confrontano in genere con il TEG del contratto, non con il TAN puro.
Come funziona la convenzione 30/360 nei prestiti italiani?
La convenzione 30/360 (o «anno commerciale») assume mesi di 30 giorni e anno di 360 giorni: è la base storica di molti piani di ammortamento alla francese in Italia. La convenzione ACT/365 («anno civile») usa invece il numero effettivo di giorni e 365 (o 366) giorni annui, ed è più comune sui titoli di Stato e su molti conti deposito. Sui prodotti al consumo la Banca d'Italia richiede trasparenza sulla convenzione adottata; sui mutui ipotecari prevale ormai ACT/365 ma esistono ancora contratti su base commerciale, soprattutto pre-2010.
L'interesse di mora segue le regole dell'interesse semplice?
Sì: l'interesse moratorio nei contratti italiani è normalmente un interesse semplice applicato sull'importo scaduto e non pagato. Per i debiti commerciali tra imprese il D.Lgs. 231/2002, in attuazione della direttiva UE sui ritardi di pagamento, fissa un tasso legale di mora pari al tasso di riferimento BCE maggiorato di 8 punti percentuali. Nei contratti con i consumatori il tasso di mora deve restare entro il tasso soglia anti-usura specifico per i moratori pubblicato dalla Banca d'Italia.
Come si converte un periodo in mesi o giorni nel campo «Tempo»?
Mesi: dividi per 12, quindi 6 mesi = 0,5; 9 mesi = 0,75; 18 mesi = 1,5. Giorni: dividi per 365 nella convenzione civile (ACT/365), o per 360 nella convenzione commerciale (30/360 o ACT/360) usata su titoli monetari e parte dei prestiti bancari. Esempio: 73 giorni in convenzione civile equivalgono a 73/365 = 0,2 anni. Verifica sempre nel contratto quale convenzione è applicata, soprattutto su importi elevati.
Perché gli interessi calcolati dalla mia banca differiscono leggermente da quelli del calcolatore?
Le cause più frequenti sono: convenzione sui giorni (365 vs 360, anni bisestili), arrotondamenti interni dei sistemi bancari, momento esatto di valuta e disponibilità delle somme, eventuali commissioni capitalizzate o imposte già trattenute (ritenuta del 26% o sostitutiva al 12,5%) e modalità di liquidazione (a scadenza vs proporzionale). Per i contratti soggetti a trasparenza chiedi all'istituto un prospetto di calcolo dettagliato e verifica anche il TAEG, che incorpora costi non visibili nel solo tasso semplice.