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Calcolatore dell'Utile Lordo

Calcola l'utile lordo, la percentuale di margine lordo e analizza il costo del venduto

Formule dell'Utile Lordo

Utile Lordo
Caricamento formula...
Margine Lordo
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Ricavi dal Margine
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Che cos'e l'Utile Lordo?

L'utile lordo e il profitto che un'azienda realizza dopo aver dedotto i costi associati alla produzione e vendita dei propri prodotti, o i costi della fornitura dei propri servizi. Si calcola sottraendo il costo del venduto (COGS) dai ricavi totali. L'utile lordo appare nel conto economico ed e un indicatore chiave dell'efficienza operativa.

A differenza dell'utile netto, l'utile lordo non include le spese generali come affitto, utenze, marketing o costi amministrativi. Si concentra esclusivamente sui costi diretti di produzione o fornitura del servizio.

Per investitori e analisti, utile lordo e margine lordo sono metriche fondamentali che rivelano il potere di prezzo, l'efficienza produttiva e il posizionamento competitivo.

Utile Lordo vs Altre Metriche di Profitto

📦

Utile Lordo

Ricavi meno solo COGS. Mostra l'efficienza della produzione/erogazione del servizio.

🏢

Utile Operativo

Utile lordo meno spese operative (SG&A). Mostra l'efficienza operativa totale.

💵

Utile Netto

Utile operativo meno interessi e imposte. La linea di fondo.

📊

EBITDA

Utile operativo prima di ammortamenti. Si concentra sulla generazione di cassa.

Margine Lordo per Settore

I margini lordi variano notevolmente per settore a causa di diverse strutture di costo, livelli di concorrenza e modelli di business.

SettoreMargine BassoMediaMargine Alto
Software/SaaS 70% 80% 90%+
Beni di Lusso 50% 65% 80%+
Farmaceutici 60% 70% 85%+
Retail Abbigliamento 40% 50% 60%+
Ristorazione 55% 65% 75%+
Supermercati 20% 25% 35%+
Concessionarie Auto 10% 15% 20%+
Compagnie Aeree 15% 25% 35%+

Migliorare il Margine Lordo

💰

Aumentare i Prezzi Strategicamente

Anche piccoli aumenti di prezzo influiscono significativamente sul margine lordo. Testate gli aumenti sui prodotti meno sensibili al prezzo.

📉

Ridurre il COGS

Negoziate condizioni migliori con i fornitori, trovate materiali alternativi, migliorate l'efficienza produttiva o riducete gli sprechi.

📦

Ottimizzare il Mix Prodotti

Concentrate gli sforzi di vendita sui prodotti a margine piu alto. Considerate di eliminare gli articoli a basso margine che non generano traffico.

🔧

Migliorare le Operazioni

Investite in automazione, riducete difetti e resi, migliorate la gestione delle scorte e ottimizzate la catena di fornitura.

Domande Frequenti

Qual e un buon margine lordo?

Dipende molto dal settore. Per le aziende software, il 70-80% e tipico. Per i retailer, il 25-50% e comune. Confrontate il vostro margine con i benchmark di settore e i concorrenti piuttosto che usare un obiettivo universale.

Cosa e incluso nel Costo del Venduto?

Il COGS include tutti i costi diretti di produzione: materie prime, manodopera diretta, overhead manifatturiero direttamente legato alla produzione e costi di trasporto in entrata. Esclude le spese di vendita, generali e amministrative.

Perche il mio margine lordo sta diminuendo?

Cause comuni includono aumento dei costi delle materie prime, maggiore concorrenza che forza riduzioni di prezzo, produzione meno efficiente, cambiamenti nel mix prodotti verso articoli a margine inferiore, o aumenti dei prezzi dei fornitori non trasferiti ai clienti.

L'utile lordo e lo stesso del margine di contribuzione?

No. L'utile lordo usa il COGS totale (incluso l'overhead manifatturiero fisso), mentre il margine di contribuzione usa solo i costi variabili. Il margine di contribuzione e piu utile per le decisioni sui singoli prodotti.

Come usare questo calcolatore dell'utile lordo

  1. Scegli una modalità: Calcola Utile (conosci ricavi e COGS) oppure Calcola Ricavi (conosci il COGS e un margine obiettivo).
  2. In modalità Calcola Utile, inserisci i Ricavi (Vendite) — il fatturato totale del periodo al netto di IVA, resi e sconti commerciali.
  3. Inserisci il Costo del Venduto (COGS) — i costi diretti legati alla produzione di ciò che hai venduto: materie prime, manodopera diretta e trasporti in entrata.
  4. Se invece stai calcolando i ricavi, cambia modalità e inserisci un Margine Lordo Obiettivo (%) insieme al COGS — il calcolatore ricava il fatturato necessario.
  5. Clicca su Calcola Utile Lordo per vedere utile lordo, margine lordo e rapporto COGS, con una rappresentazione visiva della ripartizione tra costo e profitto.

Esempi

Retail: boutique di abbigliamento a Milano

Una boutique indipendente di abbigliamento donna nel centro di Milano realizza 480.000 € di ricavi annui. Il costo di acquisto della merce dai fornitori italiani e francesi, più il packaging e i trasporti in entrata, ammonta a 264.000 €. La titolare vuole verificare se il margine è in linea con il commercio al dettaglio italiano monitorato dall'ISTAT.

RisultatoL'utile lordo è di 216.000 €. Il margine lordo è del 45,0%. Il rapporto COGS è del 55,0%.

Il calcolatore sottrae il COGS dai ricavi: 480.000 € − 264.000 € = 216.000 €. Dividendo 216.000 € per 480.000 € si ottiene un margine lordo del 45%. Questo valore si colloca nella parte alta del commercio al dettaglio di abbigliamento (tipicamente 40%–55% secondo i conti economici depositati al Registro Imprese), lasciando 0,45 € per ogni euro di vendita per coprire affitto del negozio in centro, personale di vendita, marketing e imposte.

Manifattura: PMI metalmeccanica del Nord-Est

Una S.r.l. metalmeccanica con sede in Veneto produce componenti di precisione per il settore automotive. Nell'esercizio 2025 i ricavi delle vendite (voce A.1 del conto economico OIC) ammontano a 3.200.000 €. Il costo delle materie prime, sussidiarie e di consumo, sommato alla manodopera di produzione e agli ammortamenti dei macchinari direttamente imputabili, è pari a 2.560.000 €. La direzione vuole verificare il margine industriale prima di SG&A.

RisultatoL'utile lordo è di 640.000 €. Il margine lordo è del 20,0%. Il rapporto COGS è dell'80,0%.

3.200.000 € − 2.560.000 € = 640.000 € di utile lordo. Il margine del 20% rientra nella fascia tipica della manifattura meccanica italiana (15%–25% secondo i dati Banca d'Italia sui bilanci delle società non finanziarie). Restano 0,20 € per ogni euro fatturato per coprire stipendi amministrativi, energia, costi commerciali, interessi passivi sul magazzino finanziato e l'IRES.

Servizi: studio di consulenza a Roma

Uno studio di consulenza informatica (5 consulenti senior più 2 junior) fattura 720.000 € all'anno per progetti a corpo e a giornata. Il costo dei servizi — stipendi lordi del personale tecnico billable e costi di subappalto a freelance partita IVA per picchi di carico — ammonta a 432.000 €. Il fondatore vuole confrontare il margine con altre PMI dei servizi professionali italiane.

RisultatoL'utile lordo è di 288.000 €. Il margine lordo è del 40,0%. Il rapporto COGS è del 60,0%.

720.000 € − 432.000 € = 288.000 €. Il margine del 40% è coerente con le PMI italiane dei servizi professionali (tipicamente 35%–50% in base ai bilanci aggregati di Cerved e Banca d'Italia). Il calcolatore tratta gli stipendi del personale fatturabile come COGS (cost of services) anche se nello schema OIC 13 lo studio non ha rimanenze fisiche: l'identità Ricavi − Costo del Venduto resta la stessa e produce un margine confrontabile con quello di un'azienda di prodotto.

Come funziona

In modalità Calcola Utile, il calcolatore applica l'identità fondamentale del conto economico: Utile Lordo = Ricavi − COGS. Poi divide l'utile lordo per i ricavi per esprimere il risultato in percentuale: Margine Lordo = (Utile Lordo / Ricavi) × 100. Il rapporto COGS è l'immagine speculare: COGS / Ricavi × 100. Insieme, queste tre cifre indicano quanta parte di ogni euro di vendita sopravvive al costo di produzione del bene o servizio venduto.

In modalità Calcola Ricavi, il calcolatore risolve la stessa identità per il fatturato, dato un margine obiettivo: Ricavi = COGS / (1 − Margine). Poiché la formula divide per (1 − Margine), margini pari o superiori al 100% sono impossibili — per questo il campo è limitato appena sotto il 100%.

Il COGS comprende solo i costi diretti di produzione e di erogazione del venduto nel periodo: materie prime e di consumo, manodopera produttiva diretta, overhead industriale imputabile alla produzione, trasporti in entrata e, per i rivenditori, il costo di acquisto della merce. Esclude i costi di vendita, generali e amministrativi (marketing, stipendi della direzione, affitti degli uffici, R&S), che nel conto economico OIC italiano si collocano sotto il valore aggiunto e nello schema IFRS sotto la riga di gross profit.

Lo schema del conto economico italiano previsto dall'art. 2425 c.c. e dall'OIC 12 non prevede una voce 'gross profit' esplicita: i costi sono classificati per natura (B.6 materie prime, B.7 servizi, B.9 personale, B.10 ammortamenti). Per ottenere l'utile lordo da un bilancio italiano occorre riclassificare i costi per destinazione, isolando la parte di B.6, B.7, B.9 e B.10 attribuibile alla produzione. Lo schema IFRS (IAS 1) consente invece direttamente la presentazione per destinazione con 'cost of sales' e 'gross profit' in evidenza.

Per le imprese di servizi senza magazzino fisico il calcolatore tratta come COGS il 'costo dei servizi' o 'cost of revenue', ossia la manodopera diretta del personale billable più eventuali costi di terzi ribaltati al cliente. La matematica non cambia.

Quando usare questo calcolatore

  • Definire il prezzo di un nuovo prodotto. Passa alla modalità Calcola Ricavi, inserisci il costo unitario e il margine lordo necessario a coprire SG&A e utile target, e leggi il prezzo di listino da applicare.
  • Analizzare un conto economico voce per voce. Inserisci ricavi e COGS mensili o trimestrali per verificare se il margine è stabile, in miglioramento o in calo — e quanto un mese negativo si discosta dal trend.
  • Confronto con benchmark di settore. Confronta il tuo margine con la tabella settoriale in questa pagina e con i dati Banca d'Italia sui bilanci aggregati. Un supermercato al 25% è normale; un SaaS al 25% ha un grave problema di costo di erogazione.
  • Preventivare lavori a commessa o progetto. Stima manodopera diretta e materiali del progetto, imposta un margine obiettivo e usa il calcolo inverso per produrre un'offerta che tuteli la redditività della commessa.
  • Individuare in anticipo la compressione del margine. Confronta lo stesso fatturato con il COGS dello scorso esercizio e quello attuale. Lo scostamento sull'utile lordo mostra quanto i rincari delle materie prime stanno erodendo il margine prima ancora che i costi di struttura entrino in gioco.
  • Preparare il bilancio riclassificato per la banca. Banche e Centrale dei Bilanci di Banca d'Italia richiedono spesso un conto economico riclassificato a valore aggiunto e a margine industriale. Il calcolatore aiuta a verificare velocemente la coerenza dei numeri prima della consegna.

Errori comuni

  • ErroreConfondere margine lordo con ricarico (mark-up)
    SoluzioneIl margine è utile lordo diviso ricavi. Il ricarico è utile lordo diviso costo. Un prodotto che costa 50 € e si vende a 100 € ha un margine del 50% ma un ricarico del 100%. Confondere i due porta sistematicamente a sotto-prezzare i prodotti.
  • ErroreIncludere SG&A nel COGS
    SoluzioneMarketing, stipendi commerciali, compensi amministratori, affitti degli uffici direzionali e software non legati alla produzione vanno sotto la riga dell'utile lordo. Inserirli nel COGS gonfia il costo del venduto e sottostima il margine, nascondendo problemi di potere di prezzo.
  • ErroreConfrontare margini di settori diversi
    SoluzioneUn margine lordo del 30% è ottimo per un supermercato e disastroso per un SaaS. Confronta sempre con peer dello stesso settore — i bilanci depositati al Registro Imprese (consultabili tramite Cerved o Telemaco) e le indagini ISTAT sul commercio sono il benchmark corretto.
  • ErroreIgnorare resi, sconti e abbuoni
    SoluzioneInserisci nel campo Ricavi il fatturato netto (ricavi lordi meno resi, sconti commerciali e abbuoni). In caso contrario il margine lordo apparirà migliore di quello che effettivamente confluisce nel conto economico.
  • ErroreAssumere che le imprese di servizi non abbiano COGS
    SoluzioneIl costo dei servizi — manodopera billable, subappalti, costi di hosting per un SaaS — è l'equivalente del COGS per le imprese di servizi. Ometterlo significa far coincidere utile lordo e ricavi, cosa che non accade mai nella realtà.
  • ErroreIncludere l'IVA nei ricavi o nel COGS
    SoluzioneL'IVA è un tributo che l'impresa incassa e riversa all'Erario per conto dello Stato: non è un ricavo né un costo. Sia i ricavi (voce A.1 OIC) sia il COGS vanno inseriti al netto dell'IVA, in coerenza con OIC 12 e IFRS 15.
  • ErroreConsiderare l'utile lordo come liquidità disponibile
    SoluzioneL'utile lordo deve ancora coprire affitti, marketing, R&S, oneri finanziari, IRES e IRAP prima di trasformarsi in utile netto o flusso di cassa libero. Un buon margine lordo è condizione necessaria, non sufficiente, per la redditività.

Domande frequenti

Qual è un buon margine lordo per una PMI italiana?

Dipende dal settore. Secondo i bilanci aggregati pubblicati da Banca d'Italia e Cerved, le PMI manifatturiere italiane si collocano tipicamente nel 18%–28%, il commercio al dettaglio non alimentare nel 35%–55%, la GDO alimentare nel 20%–28%, i servizi professionali nel 35%–55% e il software/SaaS nel 65%–80%. Confronta sempre con peer dello stesso codice ATECO.

Qual è la differenza tra costi diretti e costi indiretti nel conto economico?

I costi diretti sono direttamente imputabili al singolo prodotto, servizio o commessa: materie prime, manodopera produttiva, energia di processo, ammortamento dei macchinari di produzione. I costi indiretti riguardano la struttura aziendale nel suo complesso: affitto della sede, marketing, amministrazione, IT generale. Solo i costi diretti rientrano nel COGS e quindi nel calcolo dell'utile lordo; gli indiretti incidono più in basso sull'utile operativo (EBIT).

Come gestisce l'OIC 13 le rimanenze nel calcolo del COGS?

Il principio contabile OIC 13 disciplina la valutazione delle rimanenze di magazzino (materie prime, semilavorati, prodotti finiti, merci). Il COGS di periodo si determina come: rimanenze iniziali + acquisti e costi di produzione del periodo − rimanenze finali. La valutazione delle rimanenze avviene al minore tra costo (FIFO, costo medio ponderato o LIFO) e valore di realizzo desumibile dall'andamento del mercato. Una variazione nel metodo di valutazione modifica il COGS e quindi il margine lordo a parità di operazioni gestionali.

Lo schema italiano OIC e lo schema IFRS producono lo stesso utile lordo?

Concettualmente sì, ma la presentazione è diversa. Lo schema italiano dell'art. 2425 c.c. classifica i costi per natura (materie prime, servizi, personale, ammortamenti), quindi 'utile lordo' non è una voce esplicita: si ottiene per riclassificazione. Lo schema IFRS (IAS 1) consente la classificazione per destinazione con 'cost of sales' e 'gross profit' immediatamente leggibili. A parità di principi di valutazione, il numero finale è sostanzialmente lo stesso; cambia solo il livello di analisi richiesto per estrarlo.

Cosa dicono le statistiche ISTAT sui margini del commercio italiano?

L'indagine ISTAT sui conti economici delle imprese del commercio rileva annualmente il margine commerciale lordo (differenza tra ricavi e costo del venduto) per codice ATECO. I valori tipici recenti sono: 22%–28% per la grande distribuzione alimentare, 35%–45% per il commercio al dettaglio non specializzato, 40%–55% per abbigliamento e accessori, 30%–40% per elettronica di consumo. Sono i benchmark di riferimento per posizionare la propria attività.

L'utile lordo è la stessa cosa del margine di contribuzione?

No. L'utile lordo usa il COGS totale, comprensivo di overhead industriale fisso (ammortamenti, manutenzioni programmate, energia di stabilimento). Il margine di contribuzione usa solo i costi variabili (materie prime, manodopera variabile, energia di processo). Il margine di contribuzione è più utile per decisioni sul singolo prodotto e per l'analisi del punto di pareggio, l'utile lordo per la lettura del conto economico.

Come si calcola l'utile lordo per un'impresa di servizi senza magazzino?

Si usa il 'costo dei servizi' al posto del COGS: tipicamente la manodopera diretta del personale fatturabile, più costi di subappalto e infrastruttura direttamente legati all'erogazione del servizio (es. hosting per un SaaS). La formula Ricavi − Costo dei Servizi resta valida e il margine risultante è confrontabile con il margine lordo di un'azienda di prodotto.

Perché lo stesso margine produce ricarichi diversi?

Il margine è utile lordo sui ricavi; il ricarico è utile lordo sul costo. Un margine del 50% corrisponde a un ricarico del 100%, un margine del 60% a un ricarico del 150%, un margine del 75% a un ricarico del 300%. I commercianti ragionano spesso in ricarico, i commercialisti e gli investitori in margine — il calcolatore esprime il margine.

Come migliorare il margine lordo senza aumentare i prezzi?

Riducendo il COGS: rinegoziando i contratti di fornitura, sostituendo materiali con equivalenti meno costosi, riducendo scarti e rilavorazioni, migliorando la produttività della manodopera, ottimizzando il mix verso prodotti a margine più alto. Ogni euro tagliato dal COGS confluisce direttamente nell'utile lordo.

L'utile lordo include IVA o imposte sui consumi?

No. L'IVA è un tributo incassato per conto dell'Erario e non rappresenta né un ricavo né un costo per l'impresa. Sia OIC 12 sia IFRS 15 escludono l'IVA dai ricavi. Sia il campo Ricavi sia il campo COGS del calcolatore vanno compilati con valori al netto dell'IVA.

Quali sono i principali driver di compressione del margine lordo nelle PMI italiane?

I principali sono: aumento dei prezzi delle materie prime e dell'energia (particolarmente sensibile per manifattura e ristorazione), incremento del costo del lavoro per rinnovi contrattuali e adeguamenti ISTAT, perdita di potere di prezzo per pressione competitiva, mix sbilanciato verso prodotti di entry level a margine ridotto e costi logistici di trasporto in crescita. La Banca d'Italia monitora questi fattori nei suoi rapporti periodici sulla redditività delle imprese.

Margine lordo e ROS (Return on Sales) sono la stessa cosa?

No. Il margine lordo si ferma all'utile lordo (ricavi − COGS) ed esprime efficienza produttiva. Il ROS è calcolato sull'utile operativo o sull'utile netto rispetto ai ricavi: include anche SG&A, ammortamenti non industriali, oneri finanziari e imposte. Il margine lordo è sempre più alto del ROS, e la differenza tra i due indica l'incidenza dei costi di struttura.

Fonti

Metodologia

Questo calcolatore applica l'identità del conto economico Utile Lordo = Ricavi − COGS e riporta il margine lordo come Utile Lordo / Ricavi × 100. In modalità Calcola Ricavi riarrangia l'identità in Ricavi = COGS / (1 − Margine), limitando il margine appena sotto il 100% per evitare divisioni per zero. Il COGS è definito coerentemente con i principi contabili italiani (OIC 13 per le rimanenze, OIC 12 per gli schemi di bilancio) e internazionali (IAS 2 e IFRS 15): include materie prime dirette, manodopera diretta e overhead industriale di produzione; esclude SG&A, R&S, oneri finanziari e imposte, che si collocano sotto l'utile lordo nel conto economico riclassificato. I valori sono espressi in euro (EUR) e devono essere inseriti al netto di IVA e di resi/sconti commerciali.

Suggerimenti Pro

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