Qual è la differenza tra interesse composto e interesse semplice?
L'interesse semplice matura solo sul capitale iniziale: 10.000 EUR al 5% per 10 anni = 15.000 EUR. L'interesse composto matura sul capitale più gli interessi già accumulati: lo stesso investimento con capitalizzazione annuale = 16.289 EUR. Su orizzonti lunghi e tassi alti la differenza diventa significativa: la pratica del cosiddetto anatocismo bancario sui conti correnti è oggi regolata dall'art. 120 TUB e dalla delibera CICR del 2016.
Con quale frequenza dovrebbe capitalizzarsi un investimento?
A parità di tasso nominale, una capitalizzazione più frequente è sempre meglio. La giornaliera è meglio della mensile, che è meglio della trimestrale, ma la differenza si assottiglia: in pratica fra mensile, giornaliera e continua cambiano pochi euro per ogni 10.000 investiti. Conta molto più il tasso, il tempo e la regolarità dei versamenti.
Cos'è la Regola del 72?
La Regola del 72 stima il tempo di raddoppio di un investimento: anni = 72 / tasso%. Al 6% un capitale raddoppia in circa 12 anni; al 9% in circa 8 anni. È una scorciatoia derivata dal logaritmo naturale ed è più precisa per tassi tra il 6% e il 10%. Per maggiore precisione usa ln(2)/ln(1+r).
Come sono tassati gli interessi di un conto deposito in Italia?
Gli interessi dei conti deposito italiani sono soggetti all'imposta sostitutiva del 26% sulle rendite finanziarie introdotta dal D.L. 66/2014. La banca trattiene l'imposta direttamente al momento della liquidazione interessi (regime amministrato). Va aggiunta l'imposta di bollo annua dello 0,2% sulla giacenza, dovuta secondo le regole dell'Agenzia delle Entrate. Per ottenere il rendimento netto reale moltiplica il tasso lordo per 0,74.
I BTP e i titoli di Stato hanno una tassazione diversa?
Sì. I titoli di Stato italiani (BTP, BOT, CCT, CCTeu, CTZ) e quelli emessi da Paesi white list godono di una tassazione agevolata al 12,5% sugli interessi e sulle plusvalenze, ai sensi del D.Lgs. 239/1996. Lo stesso vale per i buoni postali di Poste Italiane e per le obbligazioni di enti territoriali italiani. È il motivo per cui un BTP al 4% lordo rende quasi quanto un conto deposito al 4,5% lordo, una volta scontata la tassazione.
Quali sono le regole italiane sull'anatocismo bancario?
L'anatocismo (interessi sugli interessi) sui conti correnti è disciplinato dall'art. 120 del TUB e dalla delibera CICR 343/2016. Sui conti correnti gli interessi debitori e creditori sono conteggiati con pari frequenza, almeno annuale, e gli interessi attivi sono pagati al cliente; gli interessi passivi diventano esigibili dal 1° marzo dell'anno successivo. Banca d'Italia vigila sull'applicazione corretta di queste norme.
Cos'è il TAEG e in cosa differisce dal TAN?
Il TAN è il Tasso Annuo Nominale, cioè il tasso d'interesse "puro" applicato al prestito. Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) include anche commissioni, spese di istruttoria, di incasso rata e altri oneri obbligatori, ed è il numero che la legge italiana (TUB e disposizioni di trasparenza di Banca d'Italia) impone di indicare per consentire confronti omogenei. Sui prestiti confronta sempre TAEG con TAEG, non TAN con TAN.
Cos'è la capitalizzazione continua?
È il limite teorico in cui gli interessi vengono calcolati e aggiunti al capitale infinitamente spesso. La formula usa il numero di Eulero (e = 2,71828): A = P x e^(rt). In pratica la capitalizzazione giornaliera è quasi identica: la differenza su 10.000 EUR al 7% per 10 anni è di circa 0,26 EUR. Si usa soprattutto in finanza matematica e nella formula di Black-Scholes per il pricing delle opzioni.
Devo considerare l'inflazione nei risultati?
Sì, se ti interessa il potere d'acquisto reale. Per stimare il valore futuro reale (al netto dell'inflazione), sottrai l'inflazione attesa dal tasso nominale prima di lanciare il calcolo. L'obiettivo della BCE è un'inflazione del 2% nel medio termine: un rendimento nominale del 6% diventa così un reale di circa 4%, una stima più onesta del montante futuro espresso in euro di oggi.
Conviene un conto deposito o un BTP a parità di tasso lordo?
Dipende dalla tassazione, dalla liquidità e dal rischio. I BTP hanno tassazione al 12,5% e sono liquidabili sul mercato secondario (con possibile minusvalenza se i tassi salgono); i conti deposito hanno tassazione al 26% e sono coperti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100.000 EUR per depositante per banca. A parità di tasso lordo, il BTP tipicamente rende di più al netto, ma comporta rischio di prezzo se venduto prima della scadenza. CONSOB pubblica guide al risparmiatore su questi temi.
Come funziona la tassazione sui dividendi e sulle plusvalenze degli ETF?
Per le persone fisiche residenti in Italia, dividendi e plusvalenze derivanti da ETF armonizzati sono tassati al 26% (D.L. 66/2014). In regime amministrato è la banca a trattenere l'imposta; in regime dichiarativo si dichiarano nel quadro RM/RT della dichiarazione dei redditi. Le minusvalenze possono essere compensate con plusvalenze della stessa natura entro 4 anni. Per gli ETF di Stato (es. ETF su BTP) il prelievo effettivo è ponderato fra 12,5% e 26%.
Cosa cambia con un PAC (Piano di Accumulo del Capitale)?
Un PAC trasforma una somma in versamenti periodici (ad esempio 200 EUR al mese) e applica la formula della rendita: FV = PMT x ((1+i)^N - 1) / i. Il vantaggio fiscale è limitato (la tassazione delle plusvalenze resta al 26% al disinvestimento), ma il PAC riduce il rischio di market timing tramite il dollar-cost averaging e migliora la disciplina di risparmio. Per i fondi pensione (PAC previdenziali) si aggiungono deducibilità fino a 5.164,57 EUR/anno e tassazione finale agevolata fra il 9% e il 15%.