Enel: 1.000 azioni a 6,50 EUR con dividendo di 0,46 EUR (rendimento ~7,1%)
Un risparmiatore italiano investe 6.500 EUR in azioni Enel (FTSE MIB) a 6,50 EUR per azione. L'azienda paga storicamente un dividendo annuale in due tranche (acconto a gennaio, saldo a luglio) di circa 0,46 EUR per azione. Ipotizza crescita del dividendo del 3% e crescita del prezzo del 4% su 20 anni, con DRIP attivo e tassazione 26% applicata alla ritenuta a titolo d'imposta (partecipazione non qualificata).
RisultatoRendimento iniziale 7,08%. Reddito lordo anno 1 circa 460 EUR (340 EUR netti dopo ritenuta 26%). Numero azioni a fine periodo circa 1.520 (da 1.000 iniziali). Reddito netto ultimo anno circa 924 EUR. Dividendi netti totali ricevuti su 20 anni circa 9.900 EUR. Valore finale del portafoglio circa 21.640 EUR.
1.000 azioni = 6.500 EUR / 6,50 EUR. Ogni anno il calcolatore stima reddito lordo = azioni × DPS, sottrae il 26% di imposta sostitutiva (art. 27 TUIR) e reinveste il netto al prezzo corrente. Dopo 19 incrementi del 3%, il DPS diventa 0,46 × 1,03^19 ≈ 0,807 EUR. Il prezzo cresce a 6,50 × 1,04^19 ≈ 13,69 EUR. La ritenuta a titolo d'imposta del 26% si applica direttamente in dichiarazione tramite il sostituto d'imposta (banca/SIM), quindi non concorre al reddito complessivo IRPEF.
Eni: 500 azioni a 14,00 EUR con dividendo di 0,98 EUR (rendimento ~7,0%)
Un investitore confronta Eni — uno dei più tradizionali pagatori di dividendi del FTSE MIB con storia di acconto a settembre e saldo a maggio — su un orizzonte di 15 anni. Investimento 7.000 EUR, prezzo 14,00 EUR, dividendo annuale 0,98 EUR. Crescita del dividendo 4%, crescita del prezzo 5%, tassazione 26% (partecipazione non qualificata detenuta in dossier titoli italiano), DRIP attivo.
RisultatoRendimento iniziale 7,00%. Reddito lordo anno 1 = 490 EUR (363 EUR netti). Dividendi netti totali su 15 anni circa 8.180 EUR. Numero azioni finali circa 730 (da 500 iniziali). Reddito netto ultimo anno circa 940 EUR. Valore finale del portafoglio circa 21.230 EUR. Rendimento sul costo (yield on cost lordo) circa 18,2%.
Il calcolatore moltiplica 500 azioni per il dividendo annuale crescente. Dopo 14 incrementi al 4%, il DPS arriva a 0,98 × 1,04^14 ≈ 1,696 EUR. Su 500 azioni iniziali sarebbero 848 EUR, ma il DRIP porta il numero di azioni a circa 730, generando 1.270 EUR lordi (940 netti) nell'ultimo anno. Il dividendo Eni storicamente arriva in due rate — acconto e saldo — e l'investitore lo riceve al netto della ritenuta operata dall'intermediario italiano.
Generali: 200 azioni a 22,00 EUR — confronto regime ordinario vs partecipazione qualificata
Investimento di 4.400 EUR in Assicurazioni Generali a 22,00 EUR per azione, dividendo annuale 1,16 EUR. Crescita dividendo 3,5%, crescita prezzo 4%, periodo 10 anni, DRIP attivo. Lo stesso pacchetto viene confrontato in due scenari fiscali: (a) regime ordinario 26% come partecipazione non qualificata; (b) partecipazione qualificata in cui il 58,14% del dividendo concorre al reddito IRPEF con aliquota marginale 43%.
RisultatoScenario (a) 26%: rendimento iniziale 5,27%, reddito lordo anno 1 = 232 EUR (172 netti), dividendi netti totali circa 1.940 EUR, valore finale circa 7.420 EUR. Scenario (b) qualificata: aliquota effettiva 0,5814 × 0,43 ≈ 25,0%, dividendi netti totali circa 1.960 EUR, valore finale circa 7.450 EUR. A parità di aliquota marginale 43%, la partecipazione qualificata risulta marginalmente più favorevole della non qualificata 26%; con marginali IRPEF più basse il vantaggio cresce.
Per la non qualificata, il sostituto d'imposta applica direttamente il 26% sull'intero dividendo lordo (art. 27, comma 1, TUIR). Per la qualificata, dal 2018 in via transitoria il 58,14% del dividendo concorre al reddito complessivo IRPEF con aliquota marginale del contribuente. Il calcolatore accetta una sola aliquota: per simulare la qualificata, inserisci l'aliquota effettiva calcolata come 58,14% × marginale IRPEF (es. 0,5814 × 0,43 = 25,0%; 0,5814 × 0,35 = 20,3%; 0,5814 × 0,23 = 13,4%).